
Siamo al 26 marzo 2025, e mentre i riflettori di riviste e blog illuminano trend audaci e scintillanti, nel quotidiano si nota qualcosa di diverso. Le geometrie, i colori vivaci e le pietre grezze dominano i titoli, ma riguardano soprattutto l’alta gioielleria o le passerelle. Nella fascia media, quella che interessa la maggior parte dei clienti, si resta ancorati a uno stile minimal. L’alto valore dell’oro, che non accenna a scendere, spinge forzatamente verso scelte sobrie: pezzi essenziali, che durano senza gravare troppo.
Uno spaccato evidente: basici e alta gioielleria
Nel mercato dei gioielli si osserva una divisione sempre più marcata, che riflette non solo i gusti dei consumatori, ma anche le dinamiche economiche e sociali del momento. Da un lato, i gioielli cosiddetti “basici” continuano a dominare una fetta importante del settore: si tratta di catenine sottili in oro o argento, punti luce con piccoli zirconi, anellini semplici che si possono indossare ogni giorno senza pensieri. Questi pezzi non passano mai di moda, pesano poco – un fattore cruciale in un periodo in cui il prezzo dell’oro resta elevato – e hanno un costo accessibile, spesso inferiore ai 200 euro, che li rende perfetti per un regalo o un acquisto impulsivo. Sono i gioielli che si trovano in ogni vetrina, quelli che non fanno gridare al capolavoro ma che rispondono a un bisogno di praticità e tradizione, soprattutto per chi cerca un simbolo discreto di affetto o un accessorio senza pretese.
Dall’altro lato, l’alta gioielleria vive un mondo a parte, fatto di eccessi e creazioni che sembrano uscite da un sogno. Parliamo di collane con diamanti da diversi carati, anelli con pietre preziose rare, bracciali che combinano design audaci e materiali di lusso come platino o oro 18 carati. Questo segmento si rivolge a una clientela ristretta, che non bada a spese e cerca pezzi unici, spesso firmati da maison storiche o designer emergenti che fanno dell’originalità il loro biglietto da visita. È un mercato che non conosce crisi, perché il lusso estremo trova sempre il suo pubblico, soprattutto in un’epoca in cui l’ostentazione di status resta un valore per alcuni.
Tra questi due estremi, però, la fascia media appare quasi scomparsa, lasciando un vuoto che si fa sentire. Un tempo, questa fascia era il cuore pulsante del settore: offriva gioielli che combinavano accessibilità e originalità, pezzi che costavano tra i 300 e i 1000 euro e che riuscivano a essere speciali senza essere proibitivi. Erano anelli con un design moderno, collane con pendenti lavorati, orecchini che univano oro e pietre semipreziose in modo creativo. Oggi, invece, questa via di mezzo sembra essersi dissolta, schiacciata da un lato dall’aumento dei costi delle materie prime – l’oro, in particolare, ha raggiunto picchi che rendono difficile produrre pezzi di media gamma a prezzi competitivi – e dall’altro dalla polarizzazione dei gusti. I consumatori sembrano divisi: chi cerca il risparmio va sui basici, chi vuole sognare punta direttamente al lusso. Manca, in sostanza, quel compromesso che un tempo riempiva le vetrine e che permetteva a molti di acquistare un gioiello “speciale” senza svuotare il portafoglio.
Nonostante questo scenario, alcuni segmenti della fascia media riescono a resistere e a ritagliarsi uno spazio. I gioielli con diamanti, ad esempio, si difendono bene, grazie alla loro capacità di mantenere un valore percepito alto anche in versioni più semplici, come un solitario o un trilogy.
Ma la vera sorpresa del 2025 arriva dai diamanti lab-grown, che nei primi mesi dell’anno registrano un boom senza precedenti. Questi diamanti, creati in laboratorio con tecnologie avanzate, offrono la stessa brillantezza e qualità estetica di quelli naturali, ma a un costo significativamente inferiore – fino al 50-70% in meno – e con un occhio alla sostenibilità, un aspetto che sta conquistando sempre più consumatori, soprattutto i più giovani. Un anello con un diamante lab-grown da 1 carato diventa così un’opzione allettante per chi cerca un gioiello di valore senza spendere una fortuna. È una formula che convince, e che sta dando nuova linfa a un segmento che sembrava in difficoltà, dimostrando che l’innovazione può essere una chiave per colmare, almeno in parte, il vuoto lasciato dalla fascia media.
I gioielli moda e il potere della comunicazione
Un altro segmento che continua a brillare nel 2025 è quello dei gioielli dedicati alle mamme, che si confermano una certezza per il mercato, indipendentemente dalle fluttuazioni economiche o dalle mode passeggere. Si tratta di pezzi che parlano al cuore, pensati per celebrare il legame unico tra una madre e i suoi figli: ciondoli con iniziali incise, bracciali personalizzati con charms che rappresentano ogni membro della famiglia, collane con pendenti a forma di cuore o di albero della vita, simbolo di amore e protezione.
Questi gioielli non sono solo regali, ma veri e propri simboli di affetto, spesso scelti per occasioni speciali come la nascita di un figlio, un compleanno o la festa della mamma. La loro forza sta nella capacità di emozionare, di raccontare una storia personale che va oltre il valore materiale del pezzo. Ad esempio, un bracciale con un piccolo ciondolo a forma di bambino, magari in oro bianco con un piccolo diamante, può diventare un ricordo prezioso per una neomamma, un oggetto da custodire e tramandare. Questo segmento non mostra segni di cedimento, perché risponde a un bisogno universale: quello di celebrare l’amore familiare con un gesto tangibile e duraturo.
Parallelamente, già ora a marzo, si nota un fermento significativo nell’oreficeria in vista del periodo delle cerimonie, delle cresime e delle comunioni, che tradizionalmente si concentra tra aprile e giugno. Potrebbe sembrare presto per parlare di queste occasioni, ma il segnale è chiaro e non sorprende chi conosce il settore: i preparativi per queste cerimonie iniziano con largo anticipo, sia da parte delle famiglie che dei gioiellieri. Si vedono già in produzione croci in oro giallo o bianco, spesso impreziosite da un piccolo diamante o da un’incisione personalizzata, e bracciali con simboli religiosi come angeli o colombe, perfetti per un regalo che unisca tradizione e significato spirituale. Anche i ciondoli con immagini sacre, come la Madonna o il Cristo, restano una scelta popolare, soprattutto in regioni dove queste celebrazioni hanno un forte valore culturale, come nel Sud Italia.
Questo fermento non è solo un segnale di vitalità per l’oreficeria tradizionale, ma anche una conferma del ruolo centrale che le occasioni religiose continuano a giocare nel mercato dei gioielli. Le famiglie italiane, in particolare, vedono in questi eventi un momento per investire in un pezzo che duri nel tempo, un ricordo che accompagni il bambino o la bambina nel suo percorso di crescita. È un segmento che non delude mai, perché radicato in valori profondi e in una domanda costante, che si rinnova ogni anno con l’arrivo della primavera. Questo trend, già visibile a marzo 2025, lascia presagire una stagione di cerimonie particolarmente vivace, con un impatto positivo per i gioiellieri che sanno intercettare questa domanda con proposte classiche ma personalizzate.
Orologi: da un inizio lento a una ripresa decisa
Nel 2025, il settore degli orologi ha vissuto un avvio in sordina, con i primi mesi dell’anno che hanno mostrato una certa difficoltà. A gennaio e febbraio, le vendite sono apparse rallentate, e sembrava che il mercato fosse stanco, forse reduce da un dicembre 2024 molto positivo, che aveva visto un picco di acquisti natalizi, saturando la domanda. Tuttavia, a marzo si è acceso un cambiamento significativo: si nota una ripresa trasversale, che coinvolge diverse fasce di mercato.
Da un lato, i modelli entry-level come i Seiko – noti per la loro affidabilità e un prezzo accessibile, spesso tra i 200 e i 500 euro – stanno tornando a conquistare i consumatori, soprattutto i più giovani, con linee come la Seiko 5 Sports, apprezzata per il design classico e il movimento automatico. Dall’altro, anche gli orologi con uno scontrino medio più alto registrano segnali positivi: brand come Longines e Maurice Lacroix, con prezzi tra i 1000 e i 3000 euro, chiudono il mese con numeri incoraggianti, grazie a collezioni iconiche diverse dai competitors e, naturalmente, precise ed affidabili.
Questa ripresa, però, non è automatica: si verifica solo dove il rivenditore fa la differenza. Condizioni di acquisto vantaggiose, come sconti mirati o finanziamenti a tasso zero, promozioni ben studiate – ad esempio offerte a tempo limitato, regali e gadget – e una narrazione che valorizzi il prodotto, magari raccontando la storia dietro un modello, sono fondamentali per stimolare le vendite. In un mercato competitivo, un orologio non si vende da solo: deve essere accompagnato da un’esperienza che lo renda speciale agli occhi del cliente.
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